La Cornice.

GEOGRAFIA

Il termine Lazio è uno dei più antichi della tradizione toponomastica e della terminologia geografica italiana; questo termine evidenzia anche la reale configurazione nel corso dei secoli di quell'area che s'identifica con il territorio di Roma.

Il Lazio, infatti, comprende territori con caratteristiche morfologiche e antropologiche molto diverse fra loro. L'aggregazione territoriale è avvenuta non per affinità geografica, ma per effetto dell'attrazione di un centro urbano.

Geograficamente il nucleo primigenio del Lazio è costituito da una pianura con al centro i Colli Albani, estesa dal Tirreno alle terre collinari della Bassa Sabina, fino ai primi contrafforti tiburtini.

STORIA

La capitale d'Italia con la cosiddetta "bonifica integrale", effettuata nel ventennio fascista, si popolava di coloni romagnoli e veneti. Quest'irruzione demografica di contadini contribuì a rendere più evidente la fisionomia di una regione composta da frammenti di altre terre saldati amministrativamente intorno a Roma.

A un'analisi storica, in estrema sintesi, il Lazio appare un territorio centripeto, incerto per identità, accerchiato quanto a localizzazione fisica e geografica.

Roma - con oltre duecentomila abitanti nell'800 era il maggiore centro italiano, dopo Napoli - appariva isolata nel panorama urbano della regione (appena esistevano centri urbani periferici)

IL LAZIO ATTUALE

Il sistema insediativo del Lazio è entrato in crisi negli ultimi centoventi anni; in termini di accrescimento della popolazione, il Lazio si è quintuplicato, passando da 1.173.065 abitanti censiti nel 1871 a 5.031.230 nel 1991.

Ma la rivoluzione demografica non avviene da sola, contemporaneamente si assiste all'esasperazione del ruolo monopolizzante della capitale, che oggi sfiora i tre milioni di residenti, e al capovolgimento del peso demografico fra zone interne e zone litoranee.

Troviamo così lo spopolamento da una parte e l'ulteriore congestione della capitale dall'altra. Di questo fenomeno, i progressi dei capoluoghi di provincia sembrano rappresentare il complemento: la seconda valvola di sfogo della crisi dell'agricoltura tradizionale.

Roma esasperava il ruolo di "città regionale", aumentando con ritmo esponenziale il carico di abitanti, con conseguenze gravissime causate dell'esplosivo ed incontrollato fenomeno di urbanizzazione.

Così tutto il Lazio interno mostrava agli inizi degli anni Settanta un'immagine di abbandono.

Roma si conferma come un'area di forte richiamo su forze di lavoro straniere "non comunitarie", talvolta clandestine.
 
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